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Firenze 2011

Incontro internazionale

  Regione Toscana – Eurocommission - CUS Siena - European University Institute

 - cronaca della partita -

Incontri internazionali

 

Firenze, 11 giugno 2011

Regione Toscana - Eurocommission : 0-3

Cronaca di Zak

La delusione ancora cocente per gli insuccessi sportivi della stagione influenza senza dubbio l'atmosfera in vista del prestigioso torneo quadrangolare organizzato dalla Regione Toscana e dallo European University Institute (EUI).

Nonostante il grande lavoro e l'entusiasmo del nostro agente in loco (grazie ancora Claudio) solo tre giocatori della rosa prendono l'aereo per la Toscana : Liccia, De Rose e Zak. La vecchia guardia italiana risponde con Romanelli, Casale, Bevilacqua, D'Alessandro e Mazzetti. Aggreghiamo alla tournée un giovane di belle speranze sotto osservazione per la prossima stagione : Maurizio Pulcianese. Per il resto facciamo affidamento su amici locali.

Le premesse non sono davvero le migliori. Al primo raduno all'ora di pranzo sono presenti solo tre giocatori: Claudio con la sua caviglia che sarà operata ad Oporto o forse a Houston o a Barletta, Liccia reduce da una notte di meditazione in un convento e Zak che dopo un'annata di vacche magre sembra piu' interessato alla gastronomia che alla classifica cannonieri (solo la marcatura spietata di Claudio gli impedisce di lanciarsi su un'insalata di funghi porcini a poche ore dal match).

Due ore prima della partita in un bar davanti al campo del torneo vengono avvistati De Rose con trolley e giubbotto e il Pulcia con bermuda e calzino lungo bordeaux. Improbabile che siano calciatori. Nel frattempo Bevilacqua é disperso fra Roma ed un coffee shop di Amsterdam, D'Alessandro é in coda al Gottardo o a Ronco Bilaccio, Romanelli in agriturismo ai confini con l'Umbria e Casale irreperibile. Dei locali nessuna notizia.

Poi un susseguirsi di arrivi, abbracci, saluti. Come per incanto mancano solo dieci minuti al calcio d'inizio della semifinale e siamo tutti sul campo a riscaldarci. C'é tensione, non ci conosciamo, vola anche qualche parola di troppo. Forse é un buon segno. Si parte finalmente. E si parte alla grande. Claudio Mazzetti getta la sua caviglia oltre l'ostacolo e si sdoppia nel ruolo di coach e stopper-capitano, De Rose é ovunque, Bevilacqua imperversa, Romanelli ringhia e i nuovi fanno il loro alla grande (non mi dilungo sull'ormai mitico Bomba).

Per un quarto d'ora li teniamo nella loro metà campo. Abbiamo anche qualche buona occasione ma non riusciamo a concretizzare. Al 20' la svolta: Bevilacqua devia di testa un rinvio e Zak si lancia nello spazio, resiste alla carica del difensore ed insacca di piatto nell'angolo lontano. La partita sembra mettersi in discesa ma l'intervallo cambia tutto. La Regione ringiovanisce ulteriormente la propria formazione e noi paghiamo lo scotto dello sforzo del primo tempo. Per un quarto d'ora siamo in barca ma le conclusioni dei toscani sono poco piu' che ordinaria amministrazione per un Liccia tirato a lucido.

Infine nell'ultima parte di gara l'uno-due di Bomba (su azione da calcio di punizione) e Giovane (in contropiede) che chiude la gara.

Finalmente un bel successo, meritato e sofferto il giusto. La scommessa é vinta ora possiamo goderci la cena sulle colline di Fiesole e dormire sereni sognando la finale e un'insalata di porcini."


PS ci sarebbe anche molto da dire sulla cena del venerdi' sera…in un'altra puntata.

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Firenze, 12 giugno 2011

Finale : CUS Siena - Eurocommission 2-2 (6-4 dcr)

Cronaca di Pulcia

Appena entrato sono stato subito colpito da un odore di balsami, unguenti, creme miracolose, bende sparse a terra, insieme a cavigliere, ginocchiere ed altri articoli ortopedici. Insomma tutto lasciava presagire di essere capitati in un pronto soccorso, piuttosto che in uno spogliatoio di un circolo sportivo.

Alzando lo sguardo notai alcuni compagni con un sicuro glorioso passato calcistico, cosi' mi sentii confortato, pensando che finalmente avrei potuto non sfigurare come altre volte capitato. Poi lo sguardo mi cadde su una figura, seminascosta in un angolo, intento a calzare le scarpette e tutto il resto. Taciturno, il giusto che ci vuole prima di una competizione: il Bomba.

Tornare a Firenze é stata una bella idea che mi ha ricordato i racconti su quel bischero del bisnonno Napoleone, iroso cittadino di Prato che avrebbe potuto trasmettermi l'amore per la viola e invece mi ha lasciato in eredità un padre juventino. La cronaca sportiva della Nazione avrebbe potuto, come ha fatto, tralasciare il resoconto della partita di sabato, ma la domenica é stata un'altra musica.

Sono 40 anni che corro appresso alla palla, poche volte raggiunta, ma fino a domenica scorsa ancora non ero riuscito a spiegarmi perché questa magia resti perennemente viva dentro di me. Per farla breve, si é in finale; si entra in campo carichi e consapevoli della forza e gagliardia dell'avversario.

Guardo i miei compagni, sembra un gruppo affiatato e invece ci conosciamo da poche ore. Guardo il Hapitano, maestoso, con la sua caviglia malmessa; il Jovane, stantuffo laterale, generoso e preciso; tutti sembrano concentrati e si comincia.

Primo tempo di grande sofferenza e due gol che ci puniscono al di là dei nostri demeriti. Torniamo in campo e nonostante l'orgoglio e la rabbia, non si sfonda. All'improvviso come sempre succede nel calcio, ha ragione chi ci crede di più e il Bomba disegna una traiettoria da orgasmo, imprendibile, quasi quanto le curve della Bellucci. E' il 2 a 1 e comincio a crederci pure io.

Guardo i compagni, anche chi é fuori e vorrebbe entrare con le stampelle e noto la stessa voglia e ostinazione. Sento il sangue che circola veloce e mi sembra anche di stare meglio in campo. Siamo in fase di recupero. Calcio d'angolo dalla destra. Tutti dentro e anch'io voglio prendermi la mia parte di responsabilità. Mentre salgo in area piccola mi viene in mente quando in una partita feci due gol fotocopia di testa/spalla e soprattutto naso. Stesso angolo, anche se a tirarlo c'era la migliore mezzapunta con cui io abbia mai giocato, dopo De Rose, il mio fraterno amico Kappa.

Sono concentrato, la palla corre e viene proprio nella mia direzione…salto e mentre mi alzo quello che posso sento che non ce la faro' a prenderla piena. E' una frazione di centesimi, non insisto e lascio che i miei 74 capelli rimasti sfiorino la palla quel tanto da rabbonirla, perché io so che dietro di me sta arrivando un sibilo, lo stesso che senti' mio padre nell'agosto del '43 allo scalo san Lorenzo, quando gli americani per distruggere la ferrovia distrussero un quartiere e falciarono 10.000 romani. Lo stesso sibilo che fa il siluro quando sta per colpire e allora eccomi già pronto per esultare, perché so che dietro di me c'é il Bomba. Guardo la rete e penso di vedere due o tre avversari scaraventati in porta insieme alla palla, ma il Bomba é stato generoso più degli americani e non fa vittime. Grazie Bomba! Ti ho abbracciato, perché quel gol l'ho sentito anche un po' mio e forse perché da due mesi che m'hanno detto che stavo per avere il cancro mi sembra che queste piccole gioie valgono molto, ma molto, molto di più di tutti i soldi del mondo.

Ma non é finita qui. Siamo ai rigori e il nostro centrale va a fare il primo gol. Si concentra prende la mira. Lui puo' fare gol perché nei carrugi disegnava i numeri da uno a dieci sulle facciate e li colpiva tutti, come quando più incazzato mirava ai vasi di fiori sulle finestre. Pero' é bastato un attimo e lo sguardo va sulla sua donna. Lui sa che se segna conferma di essere il Padreterno e lei non lo consolerà, allora sbaglia, perché sa che dopo di lui c'é il Bomba e gli avversari un golletto lo sbaglieranno di sicuro.

Guardo il Hapitano e lo vedo rilassato, c'é qualcosa che non capisco. Poi capisco. Il Bomba é uno che puo' calciare sulla luna e triangolare con Marte e Saturno, tanto la palla sempre finisce all'incrocio a togliere l'ultima ragnatela che sta li' dai tempi di Antognoni. Sta li' la differenza tra un giocatore e un fuoriclasse. Invece il Bomba tira fuori e sa che il suo centrale non resterà solo a dannarsi l'anima.


Ecco perché ogni partita di calcio é una scoperta che non ti delude mai.
Grazie ragazzi!!!