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Campionati

4th Division - Season 1997/98
Incontri internazionali
Nava - Gooch - Orlandi - Malatesta - Milano - Fornara - Zacchetti - Tomasi - Gaudina
Gozi - Rucci - Raneri - Porta - Carnielli - Azzoni
 
 
 
Classifica finale Pts
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Team Eurocommission3

- stagione 1997/98 -

Portiere: Andrea Milano,

Difensori: Maurizio Kosir, Mario Nava, Anthony Gooch, Antonio Orlandi, Domenico Raneri, Luca Tomasi, Giovanni Porta, Giancarlo Carnielli,

Centrocampisti: Matteo Fornara, Francesco Malatesta, Marco Rucci, Gianluca Azzoni,

Attaccanti: Massimo Gaudina, Matteo Zacchetti, Sandro Gozi,

Coach: Domenico Raneri.

 

Nel secondo anno di vita, Eurocom3 (allora si chiamava Eurocom VII) fu affidata alla guida di Domenico Raneri.

Racconta Raneri che non ha mai capito veramente come ciò sia avvenuto ... Sarà stato che la squadra era ancora scossa dai duri scontri casalinghi al Vulvendal, rinominato così dal regista di allora Marco. Campo brullo ghiacciato dodici mesi l'anno, o che la squadra si sentiva malamente trasportata dagli umori del Paolo Bertoldi, (delegato, allenatore, dittatore, attaccante, difensore, tutto fare insomma) esagitato condottiero che in campo più che giocare gridava e correva appresso al pallone come fanno i ragazzi nell'ora di ricreazione alle elementari ... ma che aveva tanto cuore!

Dice Raneri che si ricorda vagamente, doveva essere la primavera del 1997, una riunione con quelli del comitato, che Mario rinominerà da lì a poco la "cupola", noi sei/sette appartati in un angolo, vocianti e ferrigni, a cui non andava bene niente, decisi a contestare ad oltranza.

Il Presidente (il sempiterno Michele, che però già sentiva il fiato dell'inossidabile Bruno) in uno dei momenti assonnati della serata abbordò uno dei punti meno importanti del raffazzonato ordine del giorno: era la domanda della "Squadra italiana dell'Eurocommission" di cambiare allenatore. Ci zittimmo e facemmo per una volta gli scolaretti attenti, pronti però ad attaccare tutto e tutti, addirittura pensando al golpe (sobillati da quelli che avevano le mogli spagnole come i due Matteo mi pare di ricordare, a cui si aggiungeva il Gianluca, quello che già si prefiggeva un amore ispanico), e di farci una federazione tutta per noi, una specie di Internos nell'URSIB.

Con nostro grande stupore appena fu nominato il nome del buon Paolo (che buono doveva essere davvero se oltre che dirigere la squadra aveva accettato di fare tutto, anche se alla buona: tenere a posto i cartellini, verificare le disponibilità, fare le convocazioni, riempire il foglio rosa, pagare l'arbitro, portare l'acqua, i palloni e le maglie, forse pure lavarle) ci fu un breve silenzio, subito dopo seguito dalla voce del tesoriere ... doveva essere Mario Picarella, poiché non me ne ricordo altri all'infuori di lui. Non riammento le parole esatte, ma il senso della frase doveva essere, più o meno, questo:

- "Paolo ha il record di multe inflitte alle squadre del Club" (ovviamente non era colpa sua, ndr).

A queste parole tutti si destarono dal torpore. Dario Di Benedetto in primis, seguito in maniera convinta da tutto il comitato dei persiani. Il succo dei loro discorsi si concentrava sul colpevole prosciugatore delle casse federali ... e così, sulla base dell'unico motivo che a noi proprio non interessava, il buon Paolo fu fatto fuori.

Chi prendere al suo posto?

Raneri si chiede ancora adesso cosa lo spinse a farsi avanti ... io che di allenamento, tattiche e schemi ne sapevo pochissimo. Forse fu la sete di vendetta per le numerose panchine subite, a torto ovvio, tradizione che sarebbe però stata poi rispettata da tutti gli allenatori successivi, a parte con il nostro vero primo e unico grande allenatore Alberto, ahimè non perché aveva capito la mia arte pedatoria, ma solo perché avevo deciso di andarmene giusto l'anno primo il suo esordio. Garanzia di giocare e di non fare più panchine visto che sarei stato io il nuovo dittatore ? Stranamente, e la cosa avrebbe dovuto insospettirmi, tutti furono contenti della mia designazione.

Purtroppo, nel campionato 1997-1998, il Paolo venne solo alla prima partita. Gli si disse che era il benvenuto in squadra, che le regole erano le stesse e che nulla era cambiato... il che voleva dire: al tuo primo sbaglio ti schiaffo io in panchina. Raneri ritiene che quelle parole furono la causa del ritiro di Paolo Bertoldi. Un addio prematuro che é dispiaciuto a tutti.

***

Cominciò in questa stagione la regola della rotazione, folle metodo inventato per fare giocare tutti (il che avrebbe portato a scarsi risultati e alla conseguente destituzione di Raneri), ma soprattutto fu la stagione dei mandarini di Giancarlo, che ebbe uno dei modi più belli e brillanti di mandare a quel paese il suo allenatore. Andò più o meno così.

Giancarlo arrivò al campo tutto gasato con un sacchetto di plastica del Carrefour pieno di mandarini, continuando a ripetere che aveva una voglia matta di giocare, di vincere e quant'altro... Come tutti quelli con i piedi meno buoni il suo ruolo era il terzino fisso, nel senso che doveva restare vicino al portiere. Ma per quelli nati negli anni sessanta, la coppa del mondo dell'82 aveva lasciato tracce profonde nel DNA. Come non ricordare un terzino della statura di Cabrini che scendeva come un giustiziere lungo la fascia per arrivare da solo fino alla porta avversaria ?

Giancarlo memore del bell'Antonio, scalpitava in panchina. Raneri racconta che, nel rispetto delle regole, decise di mandarlo in campo con un compito ben preciso, cioè quello di dare manforte a Luca e Iure in retroguardia ... Fu, penso, l'incarico meno rispettato nel biennio di mia responsabilità. Come una furia sguinzagliata rubava la palla a centrocampo ad Antonio per andare a ronzare attorno alla coppia d'attacco Gaudina e Gozi, scompigliando i loro già precari fraseggi.

Dopo quattro o cinque esasperati "Torna Gianchi !" in tre minuti scarsi, Raneri tirò fuori dalla gola tutto il fiato rimastogli per urlare:

- SEI UN TERZINO, DEVI GIOCARE IN DIFESA !!

La risposta fu perentoria e convinta :

- VAFFANCULO !!!

Raneri pensa che fu per lui il vaffanculo più genuino ricevuto, e per Giancarlo la partita più breve disputata: tre minuti più il tempo necessario per lasciare l'area (avversaria) e accomodarsi in panchina.

Si chiarirono subito e rimasero amici.

***

Raneri resistette per due stagioni. Ebbe il tempo di operare per il rafforzamento della squadra nella stagione 1998-1999 con grandi giocatori come Gaetano, Gianfranco, Domenico e Rik. Quest'ultimo nel senso di alto anche se, ma quella è un'altra storia, protagonista di indimenticabili ricordi come quello dello schiaffo in un'amichevole…

Una bella, si fa per dire, sera di fine stagione, in casa di Francesco, ci fu un altro golpe. Un battagliero Giovanni suonò la carica e tutti accorsero, convinti che per il bene della squadra Raneri dovesse essere destituito.